Foresta Oscura
Nell’ovest di Velmir, i morti hanno il vantaggio dei numeri ma non la libertà di movimento. La Foresta Oscura è una necropoli così satura di morte che vi possono sorgere eserciti — per poi cominciare a cedere non appena marciano troppo lontano dalla sua ombra.
Un regno ancorato alla morte
La Foresta Oscura è uno degli esempi più netti di regione di Aurelion che si comporta come un motore invece che come uno sfondo. È una foresta occidentale contaminata, organizzata attorno alla necromanzia, ai culti delle ossa e a una popolazione di morti rianimati stimata in diverse centinaia di migliaia. In una normale aritmetica militare dovrebbe essere una potenza continentale. Eppure la sua forza è inseparabile dal luogo. Più i morti si allontanano dai territori legati all’oscurità, più i ranghi si disfano. Ciò che assomiglia a un esercito è dunque anche un effetto di campo.
La ragione segue l’ontologia del mondo. I morti comuni sono Corpi dai quali Tempo e Memoria si sono ritirati, lasciando soltanto Funzione sotto forma di ripetizione. Non fanno campagna perché desiderano un territorio; continuano perché qualcosa ha assegnato un compito al cadavere. Necromanti e sacerdoti bneisti mantengono quel compito tramite osso, rito e ancoraggio. Il culto delle ossa considera i resti ancestrali come forza immagazzinata invece che semplici reliquie, e la necropoli applica lo stesso principio su scala militare: la terra stessa diventa il deposito dal quale le formazioni morte possono essere ricostruite.
Koshchei compare nelle cronache come la grande figura politica di questo sistema, un signore delle necropoli il cui atto più famoso fu rialzare paladini morti dai loro tumuli. Il loro fallimento rivelò il limite della Foresta. Più quei cavalieri si allontanavano dalle necropoli settentrionali, più rapidamente si sgretolavano in polvere. Le successive stime militari conservano la stessa regola: dentro la Foresta Oscura l’orda morta è quasi impossibile da spezzare, ma la distanza è attrito. La Foresta può difendere una profondità inimmaginabile di morte molto più facilmente di quanto possa conquistare uno Stato vivo lontano.
Questa potenza locale rende la regione strategicamente strana. Gli Stati non possono ignorare mezzo milione di morti, ma nemmeno trattarli come un normale esercito di spedizione. Bruciare la foresta rischia di alimentare nuove tombe; invaderla significa combattere dove ogni perdita può diventare una risorsa. La Foresta Oscura non deve espandersi per essere pericolosa. Le basta che qualcun altro entri nella sua contabilità.