Troll
I troll sono la Rivolta della Natura resa durevole: immensi corpi fungini e pietrosi che si nutrono del mondo stesso, con quasi nessuna Memoria individuale e una cultura che sente il divino nel terreno sotto i piedi.
Quando la fame diventa natura
I troll ricordano con particolare chiarezza che la Rivolta della Natura non fu un singolo disastro, ma un modo in cui la vita incontrollata continuò a produrre forme dopo il fallimento dell’antico ordine elfico. Il resoconto delle origini li descrive come giganti fungini che consumano pietra e carne, resti dello stesso sistema naturale fuori controllo che lasciò alberi sussurranti, funghi sensibili alle voci e altre anomalie ecologiche. La tabella del Ciclo li chiama mutanti viventi e attribuisce importanza insolita al Corpo: il Tempo passa ancora, ma la Memoria è quasi assente, la Funzione persiste e la Volontà non diventa una facoltà personale stabile.
Il Corpo non è quindi soltanto ciò che un troll possiede. È quasi tutta la tesi della creatura. La pietra può essere cibo; la carne può essere cibo; una linfa fungina scorre nello stesso organismo capace di mordere la roccia come pane. Gli osservatori umani chiamano tutto ciò stupidità perché il troll non conserva autobiografia di tipo umano né piani a lungo termine. Eppure il dibattito filosofico sulla Volontà dei Popoli dell’Errore complica volutamente il giudizio. Definisce i troll semiviventi e semiorganici e chiede se un istinto abbastanza profondo da trasformare il nutrirsi in relazione col mondo non possa essere un’altra forma di continuità invece che assenza di vita interiore.
La loro cultura religiosa rende la questione ancora più difficile. L’Atlante delle fedi nomina la Voce di Pietra — il rombo della terra — come divinità o presenza sacra dei troll. Gli anziani compiono rituali di crollo; gli effetti rituali includono rigenerazione, pelle di pietra e movimenti locali del terreno. In guerra ciò trasforma i troll in artiglieria vivente. Il quadro militare stima una popolazione piccola rispetto alle nazioni umane, ma ogni combattente come enormemente potente. Non è un esercito che contiene macchine d’assedio. Sono Corpi il cui modo ordinario di esistere è già vicino all’arte dell’assedio.
La storia conserva lo stesso tratto su scala urbana. Durante l’Estate di Pietra, troll scesero dalle montagne e rosicchiarono il selciato di Gildglade finché gli abitanti li respinsero con fumo e sale. L’episodio è comico soltanto da lontano. Un muro, una strada o una fortezza presuppongono che la pietra appartenga all’architettura. Il troll tratta l’architettura come cibo immagazzinato. Questa inversione è il vero terrore: la civiltà vede il terreno come qualcosa su cui costruire; il troll può incorporare il terreno nel proprio metabolismo.